Il trading è gioco d'azzardo?

C'è chi pensa che il trading sia assimilabile al gioco d'azzardo, soprattutto visto l'alto tasso di trader perdenti. Non credo sia così, anzi, credo sia quasi l'opposto.


Le perdite nel gioco d'azzardo, infatti, sono statisticamente misurabili. Nel trading no, sono perlopiù conseguenza di errori umani. C'è tutta la differenza del mondo.



Io credo siano due cose profondamente diverse, nonostante nel trading molte parole derivino dal gioco d'azzardo.


Secondo wikipedia, il gioco d'azzardo si definisce così:

Il gioco d'azzardo è una tipologia di gioco nel quale ricorre il fine di lucro e la vincita o perdita è completamente o quasi aleatoria.


Il trading invece viene definito: la compravendita di prodotti finanziari online.

Al di là delle definizioni, si è portati a pensare al trading come assimilabile al gioco d'azzardo per l'aleatorietà dei risultati ottenibili.

Non sono d'accordo con questa visione.

Ogni aspetto della vita ha intrinsecamente dell'aleatorietà, più o meno marcata ovviamente. Uno degli aspetti più aleatori è il lavoro. Anche quando il contratto a tempo indeterminato ci fa pensare che non lo sia. Figuriamoci se il lavoro è svolto sotto forma di di impresa individuale.

Difficile pensare a qualcosa di più difficile e rischioso di un'impresa individuale. Soprattutto se i risultati dipendono quasi esclusivamente dal proprio merito. Perché questo è il trading: un vero e proprio lavoro d'impresa. Chi fraintende e lo scambia per una eccitante scommessa non ha capito assolutamente niente e deve rivedere il proprio punto di vista al più presto, secondo me. Il trading a mio modo di vedere è una delle tipologie di impresa più intriganti.

E come ogni impresa ha:

  • rischi,

  • costi,

  • imprevisti,

  • guadagni non costanti.

Io sono assolutamente certo che il trading vissuto così com'è e come dovrebbe essere inteso, non può portare nel lungo periodo a perdere. Le perdite dipendono esclusivamente da errori umani noti e ripetuti:

  • eccesso di rischio,

  • sovraesposizione,

  • mancata diversificazione,

  • non attenersi al piano di trading,

  • errori manuali-tecnici.

Certo, se togliamo il "brivido" di fare trading al trader (l'idea di essere solo contro l'intero mercato), ne smorziamo un po' l'entusiasmo. Ma forse è l'unico modo di intendere il trading.

In sintesi: i risultati del gioco d'azzardo dipendono dalla statistica e li si conosce a monte. Perdere non è una sorpresa: è insito nel gioco d'azzardo stesso.I risultati del trading dipendono per buona parte dall'operatore. Se perde è perché ha sbagliato qualcosa.

Non c'è nulla di intrinsecamente perdente nel trading, neanche il fatto che non sia a somma zero. Basta pensare a un qualsiasi bias o natura tradabile di una categorie di strumenti.


Discutiamone pure nei commenti, sono sicuro di aver detto cose controverse.

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