Le opzioni e le "mani forti"



Una domanda potrebbe sorgere nel leggere: "call comprata,put venduta", ovvero: chi compra e chi vende?

Perché chi fa queste operazioni, in effetti, compra e vende ma credo di rado si domandi chi sia la controparte e se sia importante conoscerla.

La controparte è... Il Mercato: questa figura mitologica dai mille volti inconoscibili pronto a fregarci perché fa quel che vuole dei nostri miseri resti.


Ogni tanto, però, potrebbe esserci amico perché è grande ma anche lento e noi possiamo seguirlo. Con le opzioni, inoltre, è un po’ più semplice perché raramente faremo operazioni di corto respiro. Ma come si fa?


Con le altre figure mitologiche di nome OPEN INTEREST, che in realtà non indicano altro che il numero di contratti aperti su un sottostante.

Troppe parole ,veniamo alla pratica.


Gli O.I. sono importanti perché ci dicono su quali livelli sono posizionati gli investitori e per questo possono essere considerati supporti o resistenze, concetti che all’opzionista interessano perché si identificano zone dove è”improbabile“ finisca il sottostante.

Vendendo quei livelli si può pensare che il prezzo ci oscilli in mezzo e noi si porti a casa il premio.

Ma perché dovrebbe oscillare dentro e non andare oltre? In fin dei conti gli O.I. indicano contratti venduti E comprati, quindi qualcuno pensa che si possa andare oltre.

Per capire qualcosa bisogna mettersi nei panni del compratore che ha speso dei soldi per quel contratto e adesso può solo “sperare” che il mercato salga di quel tanto che lo faccia guadagnare, d'altronde che altro può fare? Media se va dall’altra parte? Spende ancora? Chiude in perdita? Spera.

Mentre il venditore? Se va bene, ok, tutti contenti... E se va male? Oh, perbacco, lui ha incassato dei denari! Può permettersi di aspettare un poco, lasciando passare il tempo (theta), facendo qualcosa (ad es.comprare o vendere sottostante) e soprattutto potendo cambiare idea perché ha del denaro a disposizione.

Per questo motivo, si deve pensare che:

  1. gli O.I. sono gli istituzionali, che hanno denari per non prendere posizione (nel senso che son neutrali)

  2. gli O.I. sono venduti, bisogna considerarli come vendite fatte su quello strike che verranno difese da chi su quegli strike ha incassato denaro.

Per questo avrete osservato la “tenuta dei livelli”, non perché la trend line finiva lì, ma perché i "grandi" hanno speso un poco del premio che avevano incassato per fare andare le cose nel verso giusto

E quando non tengono è, semplicemente vien da dire, perché hanno girato le posizioni (avendo finito i soldi incassati), coprendosi (una call venduta coperta col sottostante-long- è una put), aumentando così la forza del trend.

Come conclusione della tiritera, seguiamo l’evoluzione degli O.I. piuttosto che le candele e saremo sempre dalla parte giusta.

Chiudo con una previsione (fatta stasera, 28 giugno) su Crude Oil: fate attenzione a quei livelli che sono resistenze importanti perché la quantità di call è sensibilmente superiore alle put e, probabilmente, la salita è agli sgoccioli (intanto il max di oggi è stato 59.80 e io ci vedo l’inizio di uno short, che può cominciare piano, essere rinforzato, essere chiuso in un condor sopra zero.)

Non prendetemi per sconsiderato:condivido solo le mie riflessioni e le motivazioni che muovono il MIO operato.


O.I. Crude Oil

A cura di Sergio Buzzi

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