Perché il Forex è difficile?

Oggi vorrei provare a parlarvi di liquidità, efficienza e tradabilità. Ieri, nel gruppo, è stata posta una domanda intrigante: come mai il Forex è difficile da tradare? In un primo momento la domanda potrebbe sembrare quasi banale ma, in realtà, nasconde diverse insidie.

Nella discussione che c'è stata, infatti, ho notato alcune imprecisioni e fraintendimenti.


Partiamo dall'inizio. Perché il Forex è difficile? E cosa si intende con difficile?

Quando si parla di mercato difficile, si intende dal punto di vista sistematico; un mercato privo di "vantaggi" da sfruttare è di conseguenza difficile da approcciare con trading system automatici poiché per creare dei sistemi decenti e tradabili ci sarà bisogno di un maggior numero di condizioni e filtri.


Più vantaggi, meno condizioni.


Ecco il primo fraintendimento. E' vero che il Forex è esageratamente liquido ma non è la liquidità a causare la difficoltà di approccio. La liquidità causa efficienza ma anche in presenza di grande efficienza possiamo trovare innumerevoli vantaggi. Facciamo degli esempi.


Nell'ambito dei future gli strumenti più liquidi in assoluto sono TY e ES, ovvero il T-Note (obbligazionario USA decennale) e l'S&P500, l'indice che guida i mercati.

Come si vede, scambiano circa un milione e mezzo di contratti al giorno.

Vediamo se la loro grande liquidità incide sulla tradabilità, ovvero annulla i "vantaggi".

Come facciamo a capire una cosa simile? Io utilizzo scanner estremamente semplici su base daily. In questo modo la risultante (equity line) mi dà un riscontro effettivo in termini di profitto e regolarità. Ovvero, se riesco in 2 righe di codice a ottenere un equity crescente e decente allora è evidente la presenza di un'inefficienza. Ad esempio, se compro al minimo di ieri e chiudo al massimo di ieri, sto provando semplicemente a sfruttare la tendenza long di questi strumenti. (Ehm, già dicendo così si evidenza l'inefficienza...)

Beh l'equity sull'SP non è un granché. Bisogna ragionare, quando si fanno i test. Sto comprando al minimo di ieri per sfruttare la tendenza long quindi è normale che il sistema soffra quando l'S&P è crollato, è stupido aspettarsi il contrario. Infatti se chiediamo al sistema si agire solo se "in trend", quindi al di fuori delle crisi dell'indice (che sono crisi mondiali), allora l'equity ci dà un messaggio importante:


Con 1 riga di codice, abbiamo una risultante simile. Quindi stiamo dicendo che, nonostante la grande liquidità dello strumento, c'è evidentemente un "vantaggio" da sfruttare, un'inefficienza.

Cambiamo strumento finanziario. Pensiamo alle azioni. Con le azioni abbiamo una liquidità leggermente diversa... Ho preso i titoli dell'S&P 100, il più tradato al mondo, e messo i titoli in ordine di volumi (media di volumi negli ultimi 200 giorni).

I primi titoli come scambi sono General Electric, Bank of America, Ford, AT&T, Apple, Microsoft, Facebook. Secondo la teoria di prima, dovrebbero essere intradabili a causa della liquidità estrema.


Nell'ultima colonna la media 200 dei volumi.

Ecco:


Addirittura Apple risponde meglio a logiche breakout che, per antonomasia, sono tipiche di mercati molto meno liquidi. Certo, GE e F perdono valore da un po' e BAC ha avuto l'enorme difficoltà del 2008, ci mancherebbe ma resta il fatto che in 2 righe ho scritto il motore di un sistema semplicissimo. (Non metterei quei titoli in un paniere se non opportunamente filtrati)

Quindi da cosa dipende la difficoltà d'approccio sistematico nel Forex?

Non dalla liquidità ma dalle caratteristiche intrinseche del mercato, ovvero il legame con l'economia mondiale e i continui cambiamenti che gli strumenti stessi hanno subito nel tempo.


E' tutto qua il vero problema: un mercato non costante nel tempo rende la vita del trader sistematico oggettivamente difficile.

Ho testato la semplice riga di ingresso di prima sui principali cambi:

  • EC;

  • BP;

  • JY;

  • SF;

  • AD;

  • CD.

Oltre all'eccezione del Franco Svizzero, si notano equity estremamente brutte, non in termini di profitto finale ma di regolarità dei rendimenti. Notiamo profondi "trend" di qualche anno uno diverso dall'altro.

Certo, molto dipende dal timeframe di riferimento. Io prendo sempre in considerazione il daily perché portatore di tutte le informazioni più significative che mi servono. La realtà è che il mercato del Forex non ha la quantità di vantaggi che hanno altri mercati. Ce ne sono alcuni, a dire la verità, però sono minori di numero e di portata. Detto questo, buon trading sul Forex. PS: ci sarebbe da parlare anche del concetto "liquidità estrema=strumento reversal" che non è affatto sempre vero, ma ne parliamo un'altra volta. Buona giornata e buon trading

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